Tempo di Kairos: annegare… per vivere pienamente

“… e il naufragar mi è dolce in questo mare”. Con queste intense e celebri parole Giacomo Leopardi portava a termine il suo “Infinito”, e non c’è miglior modo per sintetizzare quanto si è detto nell’ultima catechesi di introduzione al cammino sulle 10 parole, seguendo lo schema proposto da don Fabio Rosini e al quale noi redattori stiamo prendendo parte da alcune settimane a questa parte. Un incontro incentrato sul capitolo 47 del libro del profeta Ezechiele e sul Salmo 1, nei quali il denominatore comune è stato uno: il fiume.

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Se nel primo caso il fiume sgorgava dal tempio “sommergendo” lentamente il profeta, nel secondo c’è una vera e propria esortazione a essere come un albero che in riva allo stesso corso d’acqua rimane lì stabilmente, nonostante ogni tipo di avversità, senza perdere foglie e soprattutto producendo grande frutto. Questa scrittura racchiude dentro di sé un invito molto chiaro oltreché l’immancabile messaggio dall’alto per ognuno di noi. In qualsiasi evento “negativo” della vita di ciascuno di noi c’è sempre un aspetto positivo dal quale ripartire e costruire qualcosa di positivo, e in questo caso ciò che metaforicamente costituisce il fiume è la parola di Dio attraverso i 10 comandamenti.

Lasciarsi travolgere da questi e rimanervi in maniera incondizionata, nonostante ci mettano in gioco oltre nostra immaginazione, rappresenta il miglior manuale d’uso per poter affrontare al meglio la nostra esistenza. Le tavole della legge possono essere ritenute obsolete solo da chi le ha sempre vissute o viste con superficialità perché molto probabilmente non ha ancora avuto la Grazia di vivere quell’incontro che ti cambia la vita. In una società che, anche all’interno della Chiesa stessa, vede diverse persone lasciarsi trascinare dalla falsa ed effimera innovazione, la Parola è più che mai il punto fermo da non lasciare e dal quale ripartire. Il miglior modo per far sì che noi e chi ci sta accanto, e non solo, possiamo comprendere la Verità, è mettersi in gioco affrontando ancora una volta un cammino, questo cammino. Solo così possiamo sperare di non annegare, rimanendo saldi nella piena del fiume… che salva, e che ti fa vivere in pienezza. Ciò che ne verrà fuori sarà davvero oltre ogni nostra immaginazione. Proprio come è espresso ulteriormente meglio dai Reale, gruppo rock-cattolico, nel loro pezzo “Fino a dove può arrivare”, col quale vi saluto e vi do appuntamento alla “prossima puntata” .

Mik (Redattore di “Tra Chronos e Kairos”)

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(foto gentilmente fornita da Francesco Turco)

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